Ugo Volli
BLOCK MODES
Il linguaggio del corpo e della moda
isbn 978-88-87058-48-2
pp. 196 / euro 15,49
[1998]

 

 

Gli zainetti e le minigonne, i sandali e i tatuaggi, i jeans e le trasparenze, gli stilisti e le culture giovanili, le sfilate e i negozi, il corpo e i colori, le tendenze e le permanenze, il sesso e l'eleganza, il denaro e l'estetica. Tutto questo (e molto di più) fa parte oggi del mondo colorito e chiacchierato della moda: un ricchissimo testo multimediale in cui la nostra società scrive la sua vita, le sue ossessioni, la sua identità nascosta. Leggere questo testo, decifrare la moda come una "scrittura del corpo" significa aprirsi una strada privilegiata per comprendere i movimenti profondi della nostra società. Block Modes registra il diario curioso di dieci anni di giochi dell'abbigliamento, ma anche il tentativo di formulare ipotersi teoriche, previsioni, diagnosi sul futuro della moda.

 

Introduzione

Per natura, la moda è effimera: vive anno per anno, stagione per stagione, se non proprio giorno per giorno. La misura dei decenni le serve solo per inventarsi dei revival più o meno immaginari. Quella dei secoli e della storia le è profondamente estranea. Eppure ha senso guardare la moda al cambio del secolo, prendere atto che le collezioni e le tendenze che si presentato in questo momento saranno le ultime ad aver influenza sul costume del Novecento e chiedersi che cosa potrà accadere col nuovo secolo che arriva e magri con il nuovo millennio che si apre con esso. Fare profezie è sempre un mestiere rischioso, ma questa volta proprio il carattere effimero, lo sguardo necessariamente miope della moda ci può aiutare a dare risposta a una domanda così ambiziosa e piena di rischi. Se qualcuno chiedesse se cambierà qualcosa di decisivo proprio con le nuove collezioni che a partire da fra qualche mese porteranno una data del Duemila, la risposta più facile e ovvia è negativa. No, non cambieranno i grandi nomi della moda – abbiamo visto che sono capaci di resistere perfino alla morte. No, non cambieranno i riti delle sfilate, le griffes, i mercati, le gerarchie. Non subito, almeno, non di colpo.

 

Ugo Volli

Insegna Filosofia del linguaggio e Semiotica della moda all’Università di Bologna. Ha scritto una decina di libri, fra cui Contro la moda (Feltrinelli, 1989), Jeans (Lupetti, 1991), Fascino (Feltrinelli, 1997).

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