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Gli zainetti e le minigonne, i sandali e i tatuaggi, i jeans e le trasparenze, gli stilisti e le culture giovanili, le sfilate e i negozi, il corpo e i colori, le tendenze e le permanenze, il sesso e l'eleganza, il denaro e l'estetica. Tutto questo (e molto di più) fa parte oggi del mondo colorito e chiacchierato della moda: un ricchissimo testo multimediale in cui la nostra società scrive la sua vita, le sue ossessioni, la sua identità nascosta. Leggere questo testo, decifrare la moda come una "scrittura del corpo" significa aprirsi una strada privilegiata per comprendere i movimenti profondi della nostra società. Block
Modes registra il diario curioso di dieci anni di giochi dell'abbigliamento, ma anche il tentativo di formulare ipotersi teoriche, previsioni, diagnosi sul futuro della moda.
Introduzione
Per natura, la moda è effimera: vive
anno per anno, stagione per stagione, se non proprio giorno per
giorno. La misura dei decenni le serve solo per inventarsi dei
revival più o meno immaginari. Quella dei secoli e della storia le è
profondamente estranea. Eppure ha senso guardare la moda al cambio
del secolo, prendere atto che le collezioni e le tendenze che si
presentato in questo momento saranno le ultime ad aver influenza sul
costume del Novecento e chiedersi che cosa potrà accadere col nuovo
secolo che arriva e magri con il nuovo millennio che si apre con
esso. Fare profezie è sempre un mestiere rischioso, ma questa volta
proprio il carattere effimero, lo sguardo necessariamente miope
della moda ci può aiutare a dare risposta a una domanda così
ambiziosa e piena di rischi. Se qualcuno chiedesse se cambierà
qualcosa di decisivo proprio con le nuove collezioni che a partire
da fra qualche mese porteranno una data del Duemila, la risposta più
facile e ovvia è negativa. No, non cambieranno i grandi nomi della
moda – abbiamo visto che sono capaci di resistere perfino alla
morte. No, non cambieranno i riti delle sfilate, le griffes, i
mercati, le gerarchie. Non subito, almeno, non di colpo.
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Ugo Volli
Insegna Filosofia del linguaggio e
Semiotica della moda all’Università di Bologna. Ha scritto una
decina di libri, fra cui Contro la moda (Feltrinelli, 1989),
Jeans
(Lupetti, 1991), Fascino (Feltrinelli, 1997). |