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Il 28 giugno 1999 i giornali di tutto il mondo hanno sparato titoli vistosi sulla fine di un'era: "Bologna la rossa" cade dopo cinquantaquattro anni e si afferma un nuovo modo di fare politica che dalla capitale emiliana si diffonderà non solo in Italia, ma anche in Europa. Roberto Grandi da un doppio osservatorio -il Comune, come assessore indipendente, l'Università, come docente di comunicazione- ha scrutato in profondità la nascita del candidato civico Giorgio Guazzaloca e le fasi del suicidio del centrosinistra. Con sguardo disincantato Grandi, utilizzando gli strumenti del ricercatore e la sensibilità dello scrittore, ripercorre i sei mesi della campagna elettorale. Questo racconto chiarisce, per la prima volta, le strategie del candidato fai-da-te e quelle della candidata sindaco, il ruolo importante ricoperto dai quotidiani e dalle televisioni, l'uso dei sondaggi e delle inchieste, l'efficacia dei faccia a faccia e degli spot elettorali, dei manifesti e della comunicazione diretta in una situazione sociale e politica dove crescono le insicurezze dei cittadini. |