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Collana I RIMOSSI
Mario Mariani scrisse questo libro nel
1915. Con la sua pubblicazione ebbe inizio il ciclo dei libri del
piccone, espressione letteraria della filosofia del martello e della
prosa "reagente". La casa descritta nel romanzo è "una casa
qualunque, posta in una strada qualunque, di una città qualunque". A
raccontare le tragedie e le meschinità dei suoi abitanti è la
portinaia, Nanna, che prima di morire lascia il proprio diario nelle
mani di un giovane letterato. Il manoscritto è la spina dorsale del
libro di battaglia e la più estrema condanna della società
cristiano-borghese, della sua morale ipocrita, della sue intime
contraddizioni. Nanna è il dolce sonno, ingenuo e infantile, che
aleggia sui dormienti e li culla nello squallore di
un'esistenza putrida e votata al fallimento, alla disgrazia. Ma è
nel contempo l'evasione onirica e oltremondana delle vittime
sacrificali - totemiche - della microsocietà che vive nel palazzo
delle menzogna. La dolce ninna nanna che sola accompagna, con
le sue note tragicomiche, l'uscita dal mondo di un'umanità priva di
speranza.
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Mario Mariani
(Solarolo 1883 - S. Paolo del Brasile 1951, da non
confondersi con il romanziere Francesco Lodi, che fu ripubblicato negli stessi
anni con lo pseudonimo di Mario Mariani) è stato, prima dell'avvento del
fascismo, uno degli scrittori più letti d'Italia. Giornalista (fondò i periodici
"Novella" e "Commedia", di cui assunse la direzione), traduttore, autore di
romanzi, novelle e racconti, di opere filosofiche e politiche, Mariani fu il
narratore di una crisi che trovò forma strategica nei suoi "romanzi del
piccone", corrispettivo letterario di un sofisticato e originale pensiero della
condanna. Dopo il secondo dopoguerra, gran parte della sua opera narrativa è
stata largamente rimossa e osteggiata per il carattere rivoluzionario che la
contraddistingue. |