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Collana "I Rimossi"
Con questo libro, Paolo Mantegazza si
cimentava nella letteratura d'anticipazione che, tra la fine
dell'800 e i primi del '900, conosceva una notevole fortuna,
sollecitata soprattutto dalla diffusione delle opera di Jules Verne.
Tuttavia, questo romanzo dello scienziato Paolo Mantegazza, tutto
imbevuto delle dottrine allora all'avanguardia (dal darwinismo alla
fisiognomica, dall'eugenetica alla filosofia politica di impronta
sociologica), possiede una indubitabile componente di affabulazione
onirica, che ci regala alcune pagine vivaci ed esaltanti, dove
vengono inventati sistemi politici, istituzioni scientifiche,
religioni, con pungenti rinvii alla situazione dell'Italia
postunitaria. Un'Italia in bilico tra gli ultimi entusiasmi
risorgimentali e le delusioni di un paese che faticava a inserirsi a
pieno titolo nella modernità. Nella rappresentazione di un mondo
dell'estremo futuro, Mantegazza rivela alcuni accenti di profonda
pietas nella considerazione di una umanità che, pur nel regno
del trionfo della scienza, conosce la paura e il suo antidoto, la
speranza. |