Marco Turinetto

NUOVE TRADIZIONI

metodologia stile coerenza

ISBN: 978-88-8391-251-1
EURO: 28,00

 

Il libro indaga il percorso Be Different di Culti, brand che riunisce in sé il concetto di living concept.

Lo spazio del tempo: evoluzione della coerenza progettuale; le qualità estetiche: patrimonio d'identità nel rinnovare la memoria; la tangibilità dell'eccellenza: rapporto stretto tra ideazione e realizzazione; la riconoscibilità delle novità: design esteso come accentratore di contenuti; la percezione valoriale: convergenze incrociate di tradizione e innovazione.

Questi sono gli elementi che hanno contribuito a costruire il bacino di sapere Culti.

Questa società ha costruito, su innovazione creatività, un brand del life style che comprende dagli oggetti d'arredamento ai prodotti per la cura del corpo, dai concept store alla spa, persino una barca, dove il soddisfacimento di un bisogno dato da un prodotto o da un servizio non è mai disgiunto da un concept globale da cui deriva una filosofia di vita e una nuova dimensione del rapporto cliente-fornitore.

 

Percorsi Be Different
Il design delle relazioni estetiche  

Il valore aggiunto delle buone idee punta oggi su tutte quelle attività in cui le cose acquistano valore non solo per le prestazioni materiali che forniscono, ma anche per i significati, le esperienze e i servizi a cui danno accesso. Le imprese punteranno sull’innovazione di processo e di prodotto, sostenuta da investimenti in ricerca e miglioramenti in servizi adeguati per garantire così l’unicità della sua offerta, attraverso confronto, interdisciplinarietà, trasferimento delle idee e sinestesia della materia sia internamente che esternamente all’azienda: in un prodotto o in un processo, una piccola ma decisiva innovazione può infatti rivelarsi vincente.
Superato l’aspetto di utilità, si va inoltre affermando sempre più l’attenzione ai modi, metodi di costruzione di un prodotto, alla materia prima utilizzata che non necessariamente deve essere di pregio in sé, ma piuttosto ricercata nell’essenza, nell’applicazione o nella lavorazione.
Bellezza, capacità artigianale, tradizione: il ben fatto deve essere il risultato di un percorso storico e culturale ancor prima che economico.
È l’estetica spesso ad attribuire espressività al singolo prodotto distinguendolo dagli altri, pur della medesima categoria.
Pack particolarmente curati, sfumature studiate anche in piccolissimi oggetti del fare quotidiano diventano il linguaggio caratterizzante e identificativo di beni che, specie se di più difficile reperibilità, catturano l’immaginazione e acquisiscono un simbolismo e una unicità che il pubblico è ben disposto a concedersi: una sola volta, spesso, ripetutamente.
Il prodotto oggi deve infatti manifestare inclusione e intrusione, mostrare capacità di emozionare, di trasmettere sentimenti e arrivare a rappresentare persone e stati d’animo, fino a scatenare l’immediata attrazione fatale.
Accanto alla gestione del design di prodotto è andata crescendo anche una maggiore attenzione al corporate design inteso come capacità di trasferire il valore dell’immagine del bene sull’impresa e come contributo alla valorizzazione del brand.
È così che ambientazioni, caratterizzazioni di punti vendita e spazi espositivi promuovono attivamente i meccanismi decisionali, facendo leva su componenti emozionali, di intimo appagamento che fanno desiderare il perpetuarsi all’infinito di un momento perfetto, ma consapevolmente distante e distinto da quello effettivo di consumo.
Il momento focale della domanda si sposta dalla modalità di fruizione all’atto d’acquisto, per vivere una fase anticipata ma decisiva; è l’accesso al mondo del prodotto dove bisogno e sogno si fondono, generando sensazioni e feeling unici.
Di pari passo, il significato valoriale di un prodotto diventa, per il singolo, strettamente dipendente dal mondo che il prodotto stesso è riuscito a creare di sé e intorno a sé: è un mondo che agli aspetti materiali affianca, sempre più e in maggior misura, emozioni e stimoli, lanciando segnali che ciascuno interpreta a proprio modo.
La chiave personale di lettura si rifà oggi, infatti, a variabili culturali, a valori tradizionali che vogliono essere recuperati, a dimensioni spazio-temporali individuali e dove esperienza e conoscenza di ciascuno arrivano a imprimere al bene una propria, autonoma interpretazione.
L’oggetto diviene di culto non solo per un processo o modello produttivo ma per i codici di rappresentatività e di comunicazione che trasferisce e ingloba.
L’aspetto peculiare per le imprese è che la lettura di tale valore, certamente soggettivo e ritagliato sul singolo, è riconducibile a parametri eteroriferiti ovvero a gruppi tendenzialmente affini per interessi, modelli aspirazionali, stilemi culturali.
Di più: le esigenze, i desideri, i comportamenti del singolo individuo altro non sono che derivazioni di macro tendenze globali, sovrastrutture che percorrono e omogeneizzano il mondo occidentale.
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Marco Turinetto

Architetto, giornalista e ricercatore, è docente di Design della Moda,  presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano e responsabile scientifico di Modacontents, laboratorio per lo sviluppo del sapere moda, consulting culturale a supporto delle attività di didattica & ricerca rivolto alle aziende. Ha ideato la strategia “Be Different” e da anni crea nuove strategie di marketing-design per valorizzare e posizionare prodotti e brand alto di gamma. Tiene conferenze, master, seminari ed è autore, fra gli altri, di: Dizionario del design (1993); Il punto vendita: dimensioni e forme di indagine per la distribuzione (1997); Automobile. Glossario dello stile (2001).

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