Nuova edizione aggiornata
territori del temporaneo _ mutazioni
identitarie _ light city _ architetture nomadi _ la
società progettante
mondi paralleli _ enclave _ mondi
offesi _ il corpo urbano _ linee di fuga _ la società
immateriale
il sublime e il grottesco _ green
economy _ nanotecnologie _ nuovi paesaggi
E' il territorio, in cui le società si
dicono, il luogo della globalità e della verifica
critica del mondo. E lo è tanto più oggi che gli
iperspazi di rete si innevano sui luoghi e fanno tutt’uno
con essi. è così che la città contemporanea diventa un
sistema territoriale locale e un nodo di reti globali,
che privilegia le dinamiche di relazione e le logiche di
flusso, che coinvolgono dall’interno la sua stessa
struttura. Così la città non si racconta più in un unico
registro, è una città plurale, polifonica, onnivora,
dalle molte lingue e identità, attraversata dalle
diaspore. Lo sguardo rivolto al corpo urbano, al modo in
cui si offre alla visione, al tatto, all’olfatto,
interrogando l’architettura e il design, mostra
l’emergere di “iperspazi”, di “spazi del sé” e della
comunicazione, del transito, della sosta, del consumo,
della festa, del temporaneo, del margine e dell’assenza.
Attraverso la metropoli vengono interrogate le modalità
in cui territorio e reti si trasformano nella società
immateriale dell’economia dei beni simbolici e delle
merci immaginarie. E vengono messe in rilievo le radici
della crisi finanziaria in atto che risiedono anzitutto
nella crisi energetica e ambientale e nella
trasformazione del capitalismo in metacapitalismo, e del
consumo in consumo che si autonomizza dallo scopo
funzionale e diventa atto estetico. è da questa crisi
recessiva e culturale che si aprono nuovi scenari e
mutamenti dei valori che ridanno peso al sociale e al
pubblico e si fanno carico delle nuove sensibilità verso
la natura e l’ambiente, anche innalzando la sfida
tecnologica per coniugarla in nuove espressioni
progettuali di impiego delle fonti e energie rinnovabili
nella casa, nella città, nel paesaggio, nel territorio.
E si aprono nuovi sguardi e immaginari e nuovi vissuti e
attraversamenti.
La lettura degli scenari
contemporanei, che hanno nella nuova forma urbana il
crocevia tra i locali e il globale, e si dispiegano in
strutture reticolari e nella light city degli eventi e
del sublime urbano, ci pone di fronte a nuove forme di
fruizione dello spazio del mondovisione dei flussi,
della comunicazione, interconnesso e in continuo
mutamento, e della società progettante dominata
dall’economia del simbolico, in cui la produzione di
senso diviene produzione di valore economico.
Per questo, nel passaggio che stiamo attraversando di
crisi recessiva e culturale, vengono in primo piano il
mutamento dei linguaggi e dei valori in grado di aprire
nuovi orizzonti e coniugare l’etico con l’estetico,
mettendo in discussione la spettacolarità e la logica
degli eventi, finalizzati a se stessi, e ridando peso al
sociale e al pubblico, facendosi carico delle nuove
sensibilità, anche innalzando la sfida tecnologica per
coniugarla a dimensione umana.
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