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"Una novità che forse non peserà sui destini del nostro paese, ma farà discutere: Romano Prodi, da sempre l'uomo-ombra dei progressisti, ha deciso di scendere in campo contro Berlusconi". Con queste parole il Tg4 del 2 febbraio 1995 ha annunciato la decisone di Romano Prodi di inaugurare la più lunga campagna elettorale del nostro paese, una campagna di quindici mesi che Roberto Grandi ripercorre, come lo svolgersi di un film. Quella che è sembrata cronaca diventa nelle parole di chi, come l'autore era nello staff di Prodi, il racconto appassionante di un confronto continuo e calcolato di azioni, scontri televisivi, mosse tattiche, incontri e comizi che si muovevano all'interno di strategie opposte. La tesi di fondo del libro - il più attuale e importante testo italiano di comunicazione politica - è che, così come Berlusconi nel 1994 non ha vinto solo con la televisione e il maquillage, Prodi non ha solo vinto con il pullman.
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Roberto Grandi
Professore Ordinario di Comunicazioni
di Massa e di Comunicazione Pubblica presso il Corso di Laurea in
Scienze della Comunicazione e il Corso di laurea Magistrale di
Comunicazione Pubblica e Sociale all'Università di Bologna.
Coordinatore dell'Area Comunicazione alla Alma Graduate School, di
cui è anche consigliere. Docente di Sociologia dell'Informazione
alla Scuola Superiore di Giornalismo. E' titolare di diversi
incarichi di insegnamento a vari Master.Dal 2000 è Pro Rettore alle
Relazioni Internazionali all'Alma Mater Studiorum -Università di
Bologna.Ha trascorso lunghi periodi di ricerca all'estero ed è stato
invitato come Visiting Scholar alla Annenberg School of
Communications (University of Pennsylvania), Stanford University,
Brown University. Dal 1966 al 1999 è stato Assessore alla Cultura al
Comune di Bologna.
Tra i suoi libri più recenti ricordiamo
Elementi di comunicazione politica (Carocci, 2007), La comunicazione
pubblica. Teorie, casi, profili normativi (Carocci, 2007), Cofferati
anch'io (Baldini Castldi Dalai, 2004). |