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Le
organizzazioni complesse si trovano a fronteggiare
difficoltà sempre più significative nel garantire servizi di
qualità ai clienti. Una delle principali ragioni è la
crescente divisione e formalizzazione delle strutture e
delle procedure che, spesso, comporta una separazione tra
le diverse aree funzionali, rendendo difficile sviluppare un
orientamento congiunto al mercato e ai suoi bisogni. Gli
strumenti organizzativi di tipo orizzontale e le strutture
che si organizzano per processi, immaginati e introdotti per
facilitare l’integrazione fra le unità operative, spesso si
trasformano in nuovi apparati burocratici che amplificano e
ripropongono le patologie delle forme organizzative
tradizionali.
In
questo contesto sembra essere sempre più frequente il
ricorso all’utilizzo di comunità di pratica e network
informali che dimostrano come nuovi modelli relazionali,
basati principalmente sulla partecipazione volontaria e sul
ricorso alle nuove tecnologie del Web 2.0, possano rendere
più fluide le relazioni interpersonali, valorizzare il
capitale sociale diffuso e disperso nelle organizzazioni
e, pertanto, invogliare ogni persona a diventare
protagonista attivo delle strutture organizzative. Questa
evoluzione pone un naturale e rinnovato accento sul rapporto
fra strategia e organizzazione, e sulla possibilità che
nuove forme organizzative siano in grado di generare o di
facilitare la creazione di vantaggio competitivo.
Il
volume ricostruisce i risultati di un’esperienza di
confronto e studio sulle questioni sopra richiamate e si
articola in tre sezioni principali: nella prima si riassume
l’evoluzione delle teorie sulle comunità di pratica
concentrandosi sul dibattito fra i principali studiosi;
nella seconda si analizzano tre casi di studio relativi a
comunità di pratica operative all’interno del gruppo Intesa
SanPaolo, che di questa ricerca è stato ispiratore e
promotore; nella terza, infine, si propongono alcune chiavi
di lettura utili alla comprensione del fenomeno,
inquadrandolo nella più ampia cornice dell’open innovation.
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Marella Caramazza
Direttore
Generale della Fondazione istud, dove è
responsabile della Practice Leadership e
management, studiosa e docente di
organizzazione. Laureata in Economia con
specializzazione in Social Sciences
presso la Wharton School di Philadelphia.
Ha dedicato tutta la sua carriera
professionale allo studio e
all’implementazione dei cambiamenti
culturali. Negli ultimi anni ha
concentrato la sua attenzione sui
meccanismi di affermazione di culture
aziendali orientate alla sostenibilità e
alla responsabilità sociale d’impresa. I
suoi studi sono stati pubblicati e
presentati in diverse conferenze
internazionali.
Tommaso Limonta
Laurea
in Storia Moderna presso
l’Università degli Studi di Milano,
Master in International Affairs
presso l’Istituto per gli Studi di
Politica Internazionale (ispi) di
Milano, Master in Business
Management presso la Fondazione
istud. Si occupa di ricerca
nell’area dell’organizzazione e
delle risorse umane, con particolare
riferimento ai temi della
multiculturalità e dell’applicazione
della prospettiva storica agli studi
organizzativi.
Luigi Serio
Responsabile della
Practice Persone e Processi Organizzativi e
docente senior di organizzazione e strategia.
Laureato in Economia e Commercio, è docente di
Economia e Gestione delle imprese presso
l’Università Cattolica di Milano, facoltà di
Economia e di Sociologia. I suoi principali
interessi di ricerca spaziano
dall’imprenditorialità interna all’innovazione
organizzativa, dalla creazione di nuova impresa
alle strategie di crescita delle pmi, fino al
Family Business e all’evoluzione dei sistemi
formativi, nazionali e internazionali. è autore
e coautore di numerose pubblicazioni su questi
temi.
Federica Viganò
Laurea
in Filosofia e Dottorato di ricerca
in Filosofia presso l’Università
degli Studi di Milano e la Freie
Universitaet di Berlino. Ricercatore
senior della Fondazione istud, con
mansioni di coordinamento dell’area
sulla responsabilità sociale
d’impresa. Professore a contratto
presso l’Università di Genova
(Master in Cultural management
internazionale) e Professore a
contratto presso l’Università di
Bolzano (Corso di Marketing and
event management).
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