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La
moda non è ormai più quel sistema patinato fatto di
lussi kitsch, modelle anoressiche, affaristi con i
capitali in Svizzera, fashion victim, concept store di
tendenza, locali lounge, marchi globalizzati. O meglio,
è anche e ancora questo in parte, vetrina consunta di un
immaginario che – soprattutto alla prova della crisi
finanziaria del mondo occidentale – preserva i miti di
un fasto che fu. Ma si è fatta strada in modo
preponderante una rinnovata cultura della moda, che
trova il suo humus soprattutto nelle pratiche sociali
quotidiane che hanno al loro centro il corpo e i suoi
modi di apparire e di comunicare. Il cinema e la
fotografia, prima, ma poi anche la musica, le
neotecnologie, gli spazi urbani, l’arte, il web,
alimentano questa costellazione di segni tutti
riconducibili in forme diverse a quanto chiamiamo
“moda”, che sono però ben oltre la moda stessa. Di
questi segni, di queste istanze, si occupa questo libro
che affronta sia aspetti di fondo, sia aspetti
apparentemente secondari o marginali, argomenti minuti,
“curiosità” delle mode e degli stili di vita.
Si parte dai
caratteri originari: dagli abiti della Magna Grecia al Medioevo; dal
contributo dell’avanguardia Futurista alla moda italiana e
internazionale all’idea di Italian Style e di Made in Italy; dal
rapporto della moda con la memoria attraverso il vintage agli scenari
classici e contemporanei del lusso. Si rivolge poi l’attenzione a segni
e simboli, come per esempio il velo, in grado di fare della moda un
territorio di costante traduzione culturale. Esiste infatti un
collegamento ideale tra mondi e generazioni che i segni del corpo
rendono manifesto. Da Piazza Tahrir nella “primavera” nordafricana, alle
strade della Stoccolma di Lisbeth Salander, c’è una stretta relazione
tra lo stile espresso nell’abbigliamento e le forme di ribellione e di
anticonformismo. E anche sesso e potere si incontrano e confliggono, tra
gli stereotipi in cui la moda rappresenta il maschile e il femminile e
le sfide all’ordine del discorso dominante.
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Patrizia Calefato
Professore Associato di Sociolinguistica presso l'Università
degli studi di Bari Aldo Moro e Affiliated Professor presso
l’Università di Stoccolma, Center for Fashion Studies. Come
studiosa si occupa di sociolinguistica e sociosemiotica,
Fashion Theory, studi culturali, femministi, studi sul
linguaggio dei media audiovisivi. Tra le sue ultime
pubblicazioni ricordiamo Metamorfosi della scrittura.
Dalla pagina al web [Progedit, 2011]; Gli
intramontabili. Mode, persone, oggetti che restano [Meltemi,
2009]; Mass moda [Meltemi 2007].
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