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Il libro parte da una critica all'armamentario ideologico e artigianale di un'attività che nasce come un mestiere e che oggi approda alla dimensione scientifica propria di una professione, chiamata a svolgere un ruolo chiave in una democrazia moderna; Barbano disegna un modello che si caratterizza per il suo contenuto di scelta e per l'instaurarsi di un rapporto di rispetto e utilità con il lettore. L'analisi viene svolta su tre livelli: la relazione tra il giornalismo e i fatti; il carente contatto tra il giornalismo e il suo mercato; le ragioni di una sensibilità e di un'etica, che ruotano attorno al rispetto rigoroso del contesto interno in cui s'inscrivono gli eventi della cronaca e ad un lavoro di ricerca che si sottragga a una moralistica verità e a un'ipocrita obiettività. In quest'equilibrio c'è il senso di una professione che voglia per sempre rinunciare tanto alle campagne di evangelizzazione dell'umanità, quanto al suo indifferente quando non cinico distacco per il dolore che rappresenta.
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Alessandro Barbano
Laureato
in Giurisprudenza, alle spalle ha più di vent’anni di esperienza in giornali
nazionali e regionali come “Il Mattino”, “La Gazzetta dello Sport” e “La
Gazzetta del Mezzogiorno”. Studioso dei problemi della comunicazione, ha tenuto
corsi didattici di teoria e tecnica del giornalismo presso università e
strutture private di formazione. |