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Authors: Vanni Pasca
CHRISTOPHER DRESSER
1834-1904 Il primo industrial designer

“Affinché l’arte possa essere amata dalla gente, è necessario che non contrasti in alcun modo con l’utilità dell’oggetto che adorna. […] L’utilità, o l’adattamento allo scopo voluto, deve venir prima dell’abbellimento. […] Nel regno vegetale si manifesta la massima aderenza allo scopo, e si sviluppano solo quelle forme che si accordano con i requisti della situazione; anche la struttura della pianta varia a seconda delle situazioni circostanti; quindi per tutto ciò che riguarda l’adeguatezzza allo scopo dobbiamo apprendere dalle piante.”

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18,08 €
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“Affinché l’arte possa essere amata dalla gente, è necessario che non contrasti in alcun modo con l’utilità dell’oggetto che adorna. […] L’utilità, o l’adattamento allo scopo voluto, deve venir prima dell’abbellimento. […] Nel regno vegetale si manifesta la massima aderenza allo scopo, e si sviluppano solo quelle forme che si accordano con i requisti della situazione; anche la struttura della pianta varia a seconda delle situazioni circostanti; quindi per tutto ciò che riguarda l’adeguatezzza allo scopo dobbiamo apprendere dalle piante.”

 

Christopher Dresser è figura di grande interesse nel panorama del design del XIX secolo. Progettista di singolari capacità innovative e anticipatrici, tanto da poter essere definito il primo industrial designer della storia.

Nel 1998 W. Moonan, recensendo, sul “New York Times”, la mostra sul designer inglese Christopher Dresser (1834-1904), tenutasi a New York afferma: “È deplorevole come un nome che ha goduto tale reputazione ai suoi tempi, sia quasi sconosciuto ai nostri!”.

Appare sempre più chiaro come nell'epoca della mondializzazione, della società dell'informazione, del postfordismo, in altre parole, nella terza fase della rivoluzione industriale, il ruolo del design cresca e si estenda enormemente.

Ampliando la sua attenzione verso aree nuove, dall'ecologia al design strategico che intende farsi carico delle strategie produttive delle aziende.

 

 

Il libro esamina l'attività di Dresser, ma intende anche riflettere sul perché sia stata  a lungo sottovalutata dalla storiografia, specie in Italia. A tal fine ricostruisce, anche allegando scritti in gran parte mai prima tradotti, il formarsi del design come pratica e come pensiero progettuale nell'Inghilterra investita dalla rivoluzione industriale. emerge l'importanza di Dresser come elemento di connessione tra quel gruppo di teorici e progettisti di cui è stato allievo che, costituitosi alla metà del XIX secolo intorno a Henry Cole, ha mirato a definire una metodologia progettuale adeguata alla produzione industriale; e gli sviluppi dell'industrial design nel XX secolo come percorso in separazione da quello tradizionale delle arti applicate.

 

Indice

 

Parte prima

Christopher Dresser: un anello mancante nella storia del design

 

Introduzione

Un pioniere dell’industrial design

La formazione scolastica / Il design come professione/ Un progettista complesso / Principi teorici / Dresser e l’ironia

Una storia multilineare

Il movimento di riforma delle arti applicate / Le due anime della riforma / per una nuova interpretazione della storia del design

Conclusioni

Indice dei nomi

 

Parte seconda

Una selezione antologica degli scritti

 

I protagonisti del “gruppo delfischio a vapore”

Henry Cole, Richard Redgrave, Owen Jones, Gottfried Semper, Christopher Dresser

Note biografiche e scritti scelti

 

Christopher Dresser negli scritti di Nickolaus Pevsner

 

Bibliografia

 

 

Vanni Pasca è Professore di Teorie e storia del design, è presidente del Corso di laurea in design e coordinatore del Dottorato in disegno industriale all'Università di Palermo. Tra i suoi libri ricordiamo Vico Magistretti, architetto e designer (1999), Scenari del giovane design. Idee e progetti dall'Europa e dal mondo (Lupetti 2002), e con Dario Russo Corporate image. Un secolo d’immagine coordinata dall’AEG alla Nike.

 

Lucia Pietroni, architetto, è dottore di ricerca e docente al Corso di Laurea in Disegno industriale dell’Università La Sapienza di Roma. Svolge attività di ricerca presso il Dipartimento Itaca di Roma e collabora con riviste di settore.

 

 


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