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Authors: Michel Maffesoli
NOTE SULLA POSTMODERNITA'

Da dove veniamo? Quali sono quei valori sociali che si sono progressivamente imposti, fino a formare quello spirito che viene definito della modernità ma che, in fin dei conti, non è stata altro che la "postmedievalità"? Lo sappiamo bene: niente è eterno.

Disponibile

12,00 €
Pages Number: 136
Year of publication: 2005
ISBN: 978-88-8391-117-0


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Da dove veniamo?

Quali sono quei valori sociali che si sono progressivamente imposti per costruire ciò che abbiamo chiamato modernità ma che, in fin dei conti, non è stata altro che la “postmedievalità”? Lo sappiamo bene: niente è eterno. Tutto cade, tutto passa, tutto prima o poi stanca. Ciò che fino a poco tempo fa ci sembrava evidente è stato elaborato e prodotto a partire dall’implosione del Medioevo. Un’espressione di Comte può riassumere bene l’evidenza del moderno, il suo perno: reductio ad unum. È vero, in effetti, che da quel momento storico l’unità del mondo e delle rappresentazioni ha lentamente e progressivamente prevalso. Tale unificazione è particolarmente evidente per ciò che concerne il politico, il sociale, l'ideologia.

 

Cosa sta accadendo ai baluardi del moderno?

Allo stesso modo della sua declinazione architettonica, la postmodernità è quindi una costruzione plurale fatta di “pezzi” differenti. Il testo tenta di chiarire le caratteristiche di questo mosaico insistendo su alcuni aspetti: la critica della doxa individualista; l’importanza del ludico e della funzione archetipale; la necessità di mettere in gioco, contro il razionalismo dominante, la “ragione sensibile”; l'aspetto essenziale dello spazio, ovvero il fatto che, in misura sempre maggiore, il luogo è il legame.

 

“Niente ferma un’idea di cui il tempo è venuto.” Victor Hugo

“Per quanto sociologo fuori dal comune, tradotto in molti paesi stranieri, Maffesoli non gode in Italia del consenso che hanno avuto alcuni altri “maestri del pensiero” francesi, resi più commestibili dal gradimento di gusto che l’anatema francofortese contro la società capitalista ha avuto nel nostro paese. C’è una ragione. E l’immediatezza di queste sue note sul postmoderno può aiutarci a chiarirla, chiarendo così al contempo i contenuti che ispirano la diffidenza nazionale degli intellettuali italiani verso forme di pensiero che rifuggono dalla facile contrapposizione o inferma mediazione tra apocalittici e integrati, formula di tanto successo quanto di malaugurato peso per i nostri locali “buoni maestri”. È l’occasione adatta per turbare la loro coscienza.”

dalla Presentazione di Alberto Abruzzese

 

Indice

 

Presentazione

Politiche dell’avvenire

di Alberto Abruzzese

 

Dalla postmedievalità alla postmodernità

Socialità e ragione sensibile

Il potere degli Alti-Luoghi

Sull’individualismo e altri luoghi comuni

Il mondo come gioco, il gioco come mondo

Archetipi e stereotipi della duplicità

 

Postfazione

L’altezza del quotidiano

di Patrick Tacussel

 

Brevi note sugli autori

Traduzione e cura di Vincenzo Susca

 

Michel Maffesoli è Docente di sociologia all’Università Parigi-V La Sorbonne. Dirige il Ceaq (Centro Studi sull’Attuale e il Quotidiano) nella stessa università, il Greco-Cri (Gruppo di ricerche europee coordinate – Centri di Ricerca sull’Immaginario) e la rivista Sociétés. Fino osservatore delle forme di socialità emergenti, è tra i fondatori della sociologia dell’immaginario e della postmodernità. I suoi libri sono tradotti in numerosi paesi, soprattutto negli Stati Uniti, in Europa, Giappone, Brasile.


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