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IL FUTURISMO E PUBBLICITA'

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IL FUTURISMO E PUBBLICITA'
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Disponibilità: In ristampa

“Il futurismo nasce con una vera disposizione alla pubblicità. Il programma totale e planetario di arte-vita, e quindi l’abolizione delle tradizionali barriere che separano il quotidiano dalla creatività, ma soprattutto la convinzione di operare nella società del grande numero, in cui si impone un tipo di comunicazione per masse, sono i fattori che spingono Marinetti ad agire in maniera del tutto nuova e spregiudicata…”

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“Il futurismo nasce con una vera disposizione alla pubblicità. Il programma totale e planetario di arte-vita, e quindi l’abolizione delle tradizionali barriere che separano il quotidiano dalla creatività, ma soprattutto la convinzione di operare nella società del grande numero, in cui si impone un tipo di comunicazione per masse, sono i fattori che spingono Marinetti ad agire in maniera del tutto nuova e spregiudicata…”

 

Così Claudia Salaris comincia la sua Introduzione a questo libro da lei curato. E fa notare, più avanti, che fu soprattutto attraverso la rivoluzione del paroliberismo che si esercitò un’influenza forte sulla nuova grafica, dunque sulla pubblicità moderna.

Fortunato Depero mise a fuoco il problema con il manifesto Il futurismo e l'arte pubblicitaria [1931]; precisò anche di non scorgere alcuna differenza tra il suo quotidiano lavoro di pittore e quello di pubblicitario. Ora che viviamo circondati dal linguaggio della pubblicità non possiamo che rivalutare i futuristi e tentare quel salto di qualità nel giudizio che pure continua a essere osteggiato.

È tempo di svolte, lo sappiamo bene, e questo libro ci mette sulla buona strada. Ci fa pensare, ad esempio, che se la pubblicità è legata al consumo, anche l'arte antica vendeva merci po-tenti, come le ideologie. Viene in mente, una su mille, l’Assunta di Tiziano nella chiesa dei Frari di Venezia o il primo grande nudo europeo del Giorgione: pubblicità stupenda di due opposte concezioni dell’esistenza. Dunque la pubblicità non è necessariamente arte scadente e servile. A dimostrare il contrario ci sono in queste pagine 150 illustrazioni a colori, in parte inedite o rare: uno spettacolare accrescimento di vitalità in un mondo che sembra correre il rischio di perdersi. Proprio per questo l’ottimismo dei futuristi può, e deve, restare di attualità.

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