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DESIGN LA FABBRICA DEL DESIDERIO

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DESIGN LA FABBRICA DEL DESIDERIO
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In un certo senso questo è un libro “contro il design”, scritta da uno che lo ama profondamente. Cerca di guardare il design dall’esterno, di situarlo nella sua posizione, che è quella di punta avanzata della logica del Late Capitalism: una condizione economica e culturale nella quale siamo immersi senza via d'uscita e a fronte della quale non serve a niente rivendicare nostalgicamente il moderno che fu contro le barbarie del postmoderno.

Descrizione

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In un certo senso questo è un libro “contro il design”, scritta da uno che lo ama profondamente. Cerca di guardare il design dall’esterno, di situarlo nella sua posizione, che è quella di punta avanzata della logica del Late Capitalism: una condizione economica e culturale nella quale siamo immersi senza via d'uscita e a fronte della quale non serve a niente rivendicare nostalgicamente il moderno che fu contro le barbarie del postmoderno.

Il design viene qui descritto a partire da questo duplice scenario: la produzione di conoscenza e la produzione di immaginario. Per questo La fabbrica del desiderio intende richiamare esplicitamente analoghe espressioni attualmente in uso presso gli studiosi di economia della conoscenza. Qual è il ruolo strategico del design come macchina che produce e riproduce il desiderio sociale? e quali sono gli esempi chiave che mostrano questa strategia? Il lavoro qui presentato tenta di articolare e discutere questi temi.

 

“Ecco, è proprio qui, credo, che va individuato il fattore costruttivo di questo testo, unico nel suo genere: aver compreso e rivelato come ormai il design sia l’esponente più immediato – ma non per questo più “comprensibile” e chiarificatore – del nostro in der Welt sein. In effetti ci serviamo quotidianamente delle nostre forchette, dei nostri cucchiai, delle nostre automobili, ma senza aver compreso fino in fondo che gli stessi oggetti non sono che la “buccia” d’una sostanza corporea molto più sanguigna, di cui ignoriamo, o facciamo finta di ignorare, l’esistenza.”

dalla Presentazione di Gillo Dorfles

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Anno di edizione 2009
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